«PRIMO PASSO» - «La scelta alimentare vegetariana priva di ingredienti animali - osserva la Lega antivivisezione - è un primo passo concreto e necessario, se si vuole davvero agire con efficacia contro la fame globale». Negli ultimi quindici anni, ricorda l'associazione, il numero di persone sottonutrite nel mondo è aumentato (da 825 a 873 milioni dal 1995 al 2006) fino a superare il miliardo quest'anno. Nel 1996 l'obiettivo stabilito dalla Fao era proprio quello di dimezzare questa cifra entro il 2015.
LE STIME - Si stima che la produzione e il consumo di carne, aggiunge l'associazione, passeranno dai 233 milioni di tonnellate del 2000 ai 300 milioni di tonnellate nel 2020, il latte da 568 a 700 milioni e le uova cresceranno del 30%. «L'aumento dei consumi di prodotti animali - aggiunge la Lav - richiederà anche nuove terre per produrre foraggio e far pascolare gli animali. Ciò significa meno terre coltivabili e l'aumento dei prezzi, con conseguente mancato accesso al cibo per diversi settori di popolazione».
MODELLO SOSTENIBILE - «Dalla Fao ci aspettiamo uno stimolo per i governi e di conseguenza per i produttori e i consumatori, a diminuire il consumo di prodotti animali e ad adottare un modello alimentare sostenibile, che rappresenti un esempio per le nazioni emergenti - dichiara Roberta Bartocci del settore Vegetarismo della Lav - L'organismo delle Nazioni Unite sembra invece limitarsi ad aggirare il problema senza alcuna proposta concreta, mentre aumentano il numero di persone sottonutrite, i danni all'ambiente e lo sfruttamento degli animali».